Il Potere Interiore della Vera Leadership

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Il Potere Interiore della Vera Leadership

11:50 03 June in Riflessioni

Tradizionalmente, la leadership è stata vista come un insieme di competenze, con la ricerca del giusto mix di comportamenti e competenze diventato un business multimiliardario. Eppure la formula giusta che sostiene il successo nel tempo resta sfuggente. Che cosa ci vuole per essere un buon leader, davvero?

Il problema è che la maggior parte delle competenze sono basate sulla”Forza”, cioè sull’utilizzo della propria volontà per dirigere, motivare, manipolare o influenzare la volontà degli altri. Vi è un fattore intrinseco di fallimento in ognuna di queste formule di leadership perché tendono a creare negatività invece di energia positiva, a creare un effetto distruttivo anziché costruttivo nel lungo periodo. Esse si concentrano su ciò che il leader ” fa” ai e per i dipendenti. Sono orientate all’azione sulla base di un approccio tattico. Anche le parole “manipolare” e “negoziare” hanno un retrogusto autoritario.

 

Alla fine, le persone sulle quali viene utilizzata la Forza, anche se con le migliori intenzioni, si ribellano o perdono il loro spirito, sviluppando paura, rabbia, o sottomissione verso i dirigenti e verso il middle management. Poche persone apprezzano quando tentiamo di manipolarle o influenzarle a fare quello che pensiamo sia giusto. Gli esseri umani non amano sentirsi controllati. Americani ed europei sono particolarmente avversi a farsi dire cosa fare, in nome di un “Lo so meglio di te ” o di “dobbiamo rendere l’azienda la nostra priorità”. Senza pensarci su, il nostro cervello reagisce o difendendo o proteggendo la nostra autostima.

 

E’ vero che ci sono molte persone che hanno una forte etica del lavoro, a prescindere da come esercitano la leadership i loro capi.

Tuttavia, quando vorremmo ottenere il meglio dai collaboratori, nella speranza che diano qualcosa in più dello sforzo discrezionale, la “Forza” senza riconoscimento e rispetto soffocherà ogni volta il loro spirito.

 

Se invece i leader guidano gli altri attraverso il Potere Interiore – scegliendo di essere qualcuno che gli altri ammirano e vogliono emulare – spingeranno gli altri in avanti usando la loro stessa energia vitale.

Ci sono stati molti modelli di Potere Interiore nella storia manifestatosi in coloro che hanno ispirato gli altri a sollevarsi, riempiendo il loro spirito con la passione per un bene più grande. Leader come Gandhi e Nelson Mandela fecero crollare imperi difendendo disinteressatamente il diritto dell’uomo all’autodeterminazione. Churchill unificò la volontà del suo popolo sostenendo la libertà, la ragione e l’amore per il Paese, sconfiggendo così la forza di Hitler.

 

Quando i due si incontrano, la “Forza” non può farcela con il Potere Interiore. La Forza consuma. Il Potere Interiore crea eccitazione. La Forza drena energia. Il Potere Interiore l’alimenta. La necessità di controllare gli altri mostra una mancanza di Potere Interiore. La Forza è associata al giudizio e fa sentire le persone sminuite. Il Potere Interiore è associato con l’accettazione e accresce l’autostima delle persone. Il conseguimento di vittorie attraverso la Forza porta una soddisfazione solo temporanea. Il Potere Interiore genera soddisfazione e gioia duratura.

 

In che modo i leader diventano potenti dentro? In primo luogo, essi devono sentire la differenza tra la Forza e il Potere Interiore dentro di sé. Quando ispiriamo attraverso il potere interiore, non sentiamo la necessità di forzare, cerchiamo invece di spianare la strada affinché le persone possano rischiare, creare, ed eccellere. Per accedere al Potere Interiore, i leader lavorano un passo alla volta, mettendo da parte i loro bisogni e desideri personali fino a quando tutto ciò che rimane è l’amore per il loro lavoro e le persone intorno a loro. Il carisma è la manifestazione esteriore della grazia del Potere Interiore.

 

I leader “potenti” hanno il coraggio di accettare le proprie debolezze, e questo dà origine al perdono e alla compassione per gli altri. I leader devono anche rinunciare a conoscere le risposte e rischiare occasionalmente di sbagliare. Avere tutte le risposte frena le possibilità. I leader “potenti” credono che ci sia sempre qualcosa da apprendere e conoscere.

Non hanno paura di parlare delle emozioni di amore, gratitudine, e gioia perché queste emozioni sono quelle che ispirano uno sforzo supplementare e risultati straordinari in modo duraturo.

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