La strada meno percorsa

La strada meno percorsa

09:40 14 May in Riflessioni

Sono da dieci giorni in un ritiro in India. Lasciare lo stress e le mondanità di ogni giorno e poter stare con me stessa, meditare, mangiare sano – e meno della metà delle porzioni a cui sono abituata – è un lusso di cui voglio approfittare fino in fondo.

Sto leggendo un libro di parecchi anni fa, The Road Less Travelled, di M. Scott Peck, che ad ogni pagina risuona con il percorso che ho fatto negli ultimi dieci anni. Il Dottor Peck, psichiatra, suggerisce in questo libro dei modi per affrontare le nostre difficoltà – soffrendo attraverso il cambiamento – che possono aiutarci a raggiungere dei livelli più alti di comprensione di noi stessi. E in questo post, ho deciso di tradurre un brano che mi colpisce, sperando che possa risuonare anche in te.

“E’ nel processo di incontrare e risolvere i problemi che la vita trova il suo significato. I problemi sono l’elemento chiave che distingue il successo dal fallimento. I problemi fanno emergere il nostro coraggio e la nostra saggezza; allo stesso tempo creano il nostro coraggio e la nostra saggezza. E’ solo a causa dei problemi che cresciamo, mentalmente e spiritualmente. Quando desideriamo incoraggiare la crescita dello spirito umano, sfidiamo e incoraggiamo la capacità umana di risolvere i problemi, così come a scuola noi deliberatamente definiamo dei problemi affinché i nostri ragazzi possano risolverli. E’ attraverso il dolore di confrontarci e risolvere problemi che apprendiamo. Come disse Benjamin Franklin: “Le cose che fanno male, insegnano”.

E’ per questa ragione che le persone sagge apprendono a non avere paura, ma anzi a dare il benvenuto ai problemi e infine a dare il benvenuto al dolore causato da essi.

Molti di noi non sono così saggi. Per la paura del dolore che arriva con i problemi, quasi tutti noi, chi più chi meno, cerchiamo di evitare i problemi. Procrastiniamo, sperando che vadano via. Li ignoriamo, li dimentichiamo, facciamo finta che non esistano. Assumiamo addirittura droghe affinché ci assistano ad ignorarli, in modo che uccidendoci al dolore possiamo dimenticare i problemi che lo causano.

Cerchiamo di girare attorno ai problemi invece di incontrarli sin dall’inizio. Cerchiamo di uscirne invece di soffrirci attraverso. […]

Quindi insegniamo a noi stessi e ai nostri figli i mezzi per raggiungere la salute mentale e spirituale, e con questo intendo insegniamo a noi stessi e ai nostri figli la necessità di soffrire e quindi il valore del soffrire, il bisogno di guardare in faccia i problemi direttamente ed avere l’esperienza del dolore che essi generano.”

E’ stato solo quando ho deciso di guardare in faccia i problemi che ho ignorato per quasi quaranta anni che – nonostante nella transizione mi sia sentita confusa, sola, smarrita, dilaniata – ho dissipato la nebbia delle illusioni che, strato dopo strato, avevano preso il posto della realtà.

Pensa alla tua esperienza passata, torna a quando hai deciso di affrontare un problema.

Quale beneficio hai trovato e in che modo sei cresciuto mentalmente e spiritualmente?

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